Filtri Percettivi e Pensiero Multifattoriale

Carla Naitza e Alessandro Lauricella

1 Marzo 2021

Filtri percettivi e Pensiero Multifattoriale

1° CONVEGNO SIAF, FIRENZE 10 OTTOBRE 2009

FILTRI PERCETTIVI E PENSIERO MULTIFATTORIALE

DI ALESSANDRO LAURICELLA E CARLA NAITZA

“C’erano una volta sette ciechi, che non sapevano come fosse fatto un elefante. Un giorno, qualcuno disse loro: ecco qui un elefante. Il primo, allora, toccò una zampa e disse: “L’elefante è come un albero.” Il secondo, toccando la proboscide, disse: “L’elefante è come un serpente”. Il terzo, tenendo in mano la coda, disse: “L’elefante è come un ramoscello”. E così fecero gli altri tre, che, toccavano parti diverse dell’animale. I sette ciechi cominciarono allora a litigare, essendo ognuno di essi convinto di avere ragione. Nessuno seppe com’era fatto un elefante.”

(parabola indiana)

Quando ci chiudiamo nei nostri schemi mentali siamo come i sette ciechi. Contempliamo un solo punto di vista, limitando così la nostra capacità di risolvere i problemi che la vita ci mette davanti e impedendo a noi stessi di relazionarci in modo pienamente costruttivo con chi ci sta vicino.

Quand’è, allora, che usciamo dalla cecità e il nostro panorama si fa più vasto e ricco?

Pensiamoci un attimo…..

Tutti abbiamo sperimentato, almeno una volta nella vita, un momento in cui il nostro panorama, la nostra musica, il nostro cammino, nel contemplare punti di vista, toni, livelli diversi, improvvisamente si sono arricchiti di elementi, facendoci fare un enorme salto nella nostra percezione della realtà così detta “oggettiva”. Quando parliamo di Pensiero Multifattoriale intendiamo esattamente questo: un’attitudine a contemplare più punti di vista su una stessa realtà, che permette di attingere pienamente alle nostre risorse, trasformando i nostri obiettivi in risultati concreti.

Nei nostri setting formativi e nelle sessioni individuali di counseling e coaching sfidiamo le credenze limitanti dei partecipanti attraverso gli strumenti che “Risorse Più” mette a disposizione dei suoi clienti, strumenti che interrompono i circuiti mentali abituali e che creano nuove opportunità e soluzioni. I limiti che ci si pone possono allora essere “spostati un po’ più in là”.

Allora comprendiamo che in realtà la nostra vera palestra è la vita, con il vantaggio pratico che ogni problema diventa opportunità, se solo abbiamo la voglia e il coraggio di coglierne tutti gli aspetti, come mostra la storia che segue.

Un vecchio arabo residente a Chicago da più o meno quarant’anni vuole

piantare delle patate nel suo giardino, ma arare la terra è diventato

un lavoro troppo pesante per la sua veneranda età. Il suo unico figlio,

Ahmed, sta studiando in Francia.

Il vecchio manda una e-mail a suo figlio spiegandogli il problema:

“Caro Ahmed sono molto triste perché non posso piantare patate nel mio

giardino quest’anno, sono troppo vecchio per arare la terra. Se tu

fossi qui tutti i miei problemi sarebbero risolti. So che tu dissoderesti la

terra e scaveresti per me. Ti voglio bene. Tuo padre.”

Il giorno dopo il vecchio riceve una e-mail di risposta da suo figlio:

“Caro papà, per tutto l’oro del mondo non toccare la terra del giardino! Lì è

Dove ho nascosto ciò che tu sai… Ti voglio bene anch’io. Ahmed”.

Alle 4 della mattina seguente arrivano la polizia, gli agenti

dell’FBI, della CIA, la SWAT, i RANGERS, i MARINES, Steven Seagal, Silvester

Stallone, Chuck Norris, Arnold Schwarzenegger ed i massimi esponenti del

Pentagono che rivoltano il giardino come un guanto, cercando materiale per costruire

bombe, antrace o qualsiasi altra cosa. Non trovando nulla, se ne vanno

con le pive nel sacco…

Lo stesso giorno l’uomo riceve una mail da suo figlio:

“Caro papà, sicuramente la terra adesso è pronta per piantare le

patate. Questo è il meglio che ho potuto fare date le circostanze.

Ti voglio bene

Ahmed.”


Segue uno spazio interattivo di giochi di allenamento al Pensiero Multifattoriale con i partecipanti alla tavola rotonda.

Carla Naitza e Alessandro Lauricella

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